01/06/2017 Campagnano (RM), spot CONAU all'autodromo di Valellunga

Nei 35 anni di attività

Dal 1984 il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato: 5,3 milioni delle quali avviate alla rigenerazione, mentre sono state prodotte 3 milioni di tonnellate di olio base. Il riutilizzo dell’olio lubrificante usato ha consentito un risparmio complessivo sulle importazioni di petrolio del Paese di 3 miliardi di euro. Solo lo 0,5% è stato termodistrutto perché non riciclabile, evitando così seri danni all’ambiente. Il lavoro della filiera degli oli usati non è passato inosservato all’estero, ed è diventato una best practice che ha reso esportabile il modello italiano in tutte quelle economie avanzate nelle quali il “problema olio lubrificante usato” è particolarmente significativo.

Nell’ultimo anno

Nel 2018 il sistema consortile ha raccolto 187 mila tonnellate di oli usati, un valore prossimo al 46% dell’immesso al consumo, che secondo il Groupement Européen de l’Industrie de la régénération (GEIR) è il massimo quantitativo raccoglibile. Il 99% degli oli usati gestiti dal CONOU sono stati avviati a rigenerazione. La percentuale di oli avviati alla rigenerazione è passata dal 91% del 2014 a quasi il 100% nel 2018, un risultato da record che premia la flessibilità della rigenerazione. La performance conferma il primato dell’Italia in questo settore della green economy: rispetto all’Europa, il nostro Paese raccoglie un maggiore quantitativo di oli in relazione all’immesso al consumo (46% contro 41%) e ne avvia a rigenerazione il 99% contro una media UE del 55%. Il recupero degli oli usati ha permesso di evitare la produzione di oli base da materia prima vergine, con un risparmio, nel 2017, per il nostro Paese di 56 milioni di euro sulle importazioni di greggio, ma anche di generare un bilancio ambientale netto positivo misurato attraverso le quattro impronte ambientali: 44 mila tonnellate di C02eq evitate (Carbon Footprint); 520 mila metri cubi di acqua risparmiata (Water Footprint), 262 mila tonnellate di risorse naturali, fossili e minerali non consumate (Material Footprint) e 784 ettari di terreno risparmiati (Land Footprint). Risorse economiche ed ambientali che producono reddito e occupazione nel Paese alimentando innovazione e competitività delle imprese del Sistema Consorzio.