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Oli lubrificanti usati, siglato un protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il CONOU

Roma, 16 ottobre – Recuperare gli oli lubrificanti usati depositati nelle armerie di reparto, nelle officine e nei laboratori del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dislocati su tutto il territorio nazionale, per poi avviarli in via prioritaria al recupero tramite rigenerazione. E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi a Roma dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, e il CONOU, il Consorzio Nazionale che si occupa della gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati.
L’Amministrazione Penitenziaria ha dislocati in tutta Italia Istituti  Penitenziari, amministrati da 11 Provveditorati Regionali, oltre a Enti e Servizi nei quali sono presenti officine ed armerie. Grazie al protocollo d’intesa – che avrà durata biennale – le aziende del Consorzio raccoglieranno a titolo gratuito l’olio lubrificante usato depositato nelle sedi dell’Amministrazione; al contempo, in tutti i siti dell’Amministrazione stessa si eviterà di miscelare gli oli minerali usati prodotti con fluidi di origine diversa, per favorire poi il processo di rigenerazione.
Si tratta di un accordo in linea con il Decreto Legislativo n. 152 del 2006, che invita le Pubbliche Amministrazioni a perseguire iniziative atte a favorire la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti attraverso la promozione di accordi, contratti di programma e protocolli d’intesa.
“Il connubio tra le imprese consortili di raccolta, dislocate su tutto il territorio nazionale, e le numerose strutture dell’Amministrazione Penitenziaria presenti in tutta Italia, sarà fondamentale per la buona riuscita dell’accordo, che rappresenta un importante segnale di collaborazione tra il CONOU e la Pubblica Amministrazione in materia di prevenzione e riduzione dei rifiuti”.
L’olio lubrificante usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa.