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Una lunga storia, sempre in prima linea

Si rinnova l’appuntamento del Conou con la newsletter, lo strumento con cui condividiamo novità, riflessioni e spunti nel settore dell’ambiente. Mentre questo numero è in viaggio, il nostro Paese si prepara a costituire un nuovo Esecutivo; auspicando che il nuovo Governo sappia trovare un connubio tra economia e ambiente con politiche di sviluppo sostenibile ripercorriamo, con l’autorevole commento dell’On. Ermete Realacci, le iniziative parlamentari della passata legislatura in campo green.

L’Italia nel settore degli oli lubrificanti usati fa da capofila per tutta l’Unione Europea: la normativa comunitaria stabilisce obiettivi che noi abbiamo ampiamente superato. Trattiamo circa il 98% dell’olio lubrificante usato raccoglibile (la Germania sta al 50%, la Francia al 60%, la Gran Bretagna al 14%) ; e grazie a questo eccellente risultato l’Italia ha chiesto di alzare il limite europeo di recupero e rigenerazione dell’olio usato all’85%, entro il 2025. Come procedono i Paesi membri nell’attuazione del modello della circular economy? L’Eurostat ha da poco aperto una nuova piattaforma online che analizza diversi indicatori per trovare progressi e criticità nelle aree di interesse.

Il nostro caso dimostra che rispetto ad altre destinazioni di smaltimento, la rigenerazione offre maggiori vantaggi in termini economici e ambientali; questo settore è in costante miglioramento, come dimostrano i risultati degli investimenti in ricerca e innovazione: le ultime basi lubrificanti prodotte hanno caratteristiche chimico-fisiche ideali per l’impiego nei diversi settori, dall’automotive all’industria. Migliorare la qualità degli oli raccolti consentirebbe, in un’ottica di circolarità, un coefficiente di recuperabilità più elevato. È questa la nuova strada che il Conou sta tracciando.

Infine, vi proponiamo una riflessione su un tema molto discusso in questo periodo, che è quello delle fake news. L’ambiente è un argomento difficilmente notiziabile, in particolare se l’obiettivo è incoraggiare comportamenti virtuosi o raccontare le best practice del settore. E le notizie infondate o finalizzate a screditare fatti o persone, possono essere più inquinanti di alcuni rifiuti pericolosi. Per non cadere nella rete, esercitiamo al meglio il nostro spirito critico. Anche l’ambiente ci guadagnerà.

Buona lettura

Paolo Tomasi, Presidente Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati